Spring!

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It’s Spring and it’s in English!
Primo post bilingue: innanzitutto la versione italiana, Cristina e Fred non me lo perdonerebbero. A seguire, l’inglese.
First bilingual post: the Italian version first, as Cristina and Fred would not forgive me. English will follow.

VERSIONE ITALIANA
E’ arrivata, é la mia stagione preferita!
Oggi ero fuori in t-shirt, finestre di casa spalancate: non vedevo l’ora!
In primavera rinasco, mi libero di vestiti, calze, sciarpe e di chili e finalmente respiro.
Come il nonno Piero segnava la crescita dei nipoti sulla cornice della porta della camera, io segno nella mia mente il rifiorire della natura.
La magnolia vicino a casa oggi era così.

Le ci è voluto un po’: le gemme quattro settimane fa non si notavano, poi ecco delle puntine verdi uscire dai rami marroni, poi le noci (di certo in botanica avranno un altro nome, e che i botanici portino pazienza, io sono quella dal pollice nero) e BOOM,  la meraviglia. Ed è rosa!
C’e colore più inspirante, calmante, coinvolgente, armonico, amorevole, delizioso ed elegante del rosa?
Modugno direbbe “il blu”, e non ha tutti i torti. Tra le versioni di nascita del testo “Volare”, quella che preferisco è che “nel blu dipinto di blu” gli sia venuto guardando il mare bluissimo dal ballatoio della Cattedrale di Trani, chiesa madre che si affaccia maestosa nel suo bianco candido di tufo calcareo sull’immenso mare di Puglia. Tu che pensi?


Io la vidi qualche anno fa, era estate e soffiava un gran vento: rimasi senza fiato.  Erano quarantasei gradi ma non li sentivo: rapita. Rapita come mi rapì tutta la Puglia con il suo verde intenso, le piazze gremite la sera tardi, i contadini bruciati dal sole, le chiacchiere tra vicini dal balcone di casa, i cestini calati dai piani dei palazzi con le funicelle, il venditore di scope, quello di uova,  i taralli bolliti, i pomodorissimi, i carciofi crudi, le Belle di Cerignola, i panzerotti fritti e gli sfilacci di burrata…questo, cara mia/caro mio, al palato,  è il Paradiso.
Torno al mio rosa: in lui ci vedo sempre tratti de La Vie en Rose.
Come diceva Audrey Hepburn in Sabrina  “è la maniera francese per dire: sto guardando il mondo con degli occhiali colorati di rosa, ed è esattamente quello che provo io adesso. Ho imparato tante cose qui, e non soltanto come si fa il canard à l’orange o la crème à la Vichy, ma una ricetta molto più importante: ho imparato a vivere. Ho imparato ad essere qualcosa di questo mondo che ci circonda, senza stare lì in disparte a guardare. Stai pur certo che ormai non la fuggirò più la vita… e neanche l’amore”.
Ecco, parafrasando Sabrina, il mio rosa è vita, è amore.
Oggi, quindi, cambio di stagione negli armadi: li ho svuotati talmente tanto che per la fiera della prossima settimana urge un giro da Zara.
Adoro eliminare cose, vestiti, scarpe, borse, tutto ciò che non uso da un po’, vola dalla finestra. E’ un eufemismo, sia ben chiaro: in realtà ho preparato borse selezionate per le mie amiche, mi piace il pensiero che le cose che non uso più possano regalare il sorriso ad altri.
Poi, vivere in una casa allegerita, svuotata, è un gran bel vivere. Se poi si aggiungono le tende che san di pulito e le lenzuola asciugate al vento, questo è un altro anello del Paradiso.
Esattamente come lo era la mia Vicenza ieri sera al tramonto, vista dalla terrazza di Monte Berico.

Sono tornata a correre, dopo l’inverno, la sciatica e la tallonite. E’ pura felicità.
Ieri alla curva con le Scalette, l’IPod offriva Nina Simone con Ain’t Got No/I Got Life e la sensazione è stata come quella de La Vie en Rose: Nina non ha niente ma ha  la testa, le orecchie, il cervello, gli occhi, il naso, la bocca, le braccia, le mani, le dita, i seni, il sangue, ha la vita, la libertà.
Ecco, io oggi mi sento proprio così e lo auguro anche a te.
Ti mando un bacio, un bacio in fronte, chè i baci in fronte non si danno a chiunque.

Con amore,
Lara

 

ENGLISH VERSION
Finally it has come, my favorite season has finally come!
Today I was wearing a t-shirt, windows opened: I couldn’t wait any longer.
In spring I take off my clothes, socks, scarves and kilos and I do breath.
As my grampa Piero used to mark the growth of his grand children on the frame of the bedroom door, I mark in my mind the revival of nature.
The magnolia near home looked like this today.

It took a while: no sprouts since four weeks ago, then some green coming out of the brown branches, then the walnuts (in botany they have another name for sure, botanists, please,  be patient with me, I have black thumbs) and BOOM and WOW! And it’s pink!
Is there a color more inspiring, loving, elegant than pink?
Modugno would say “blue”, and he is not wrong. Among the versions of the birth of the text Volare, the one I prefer is that “il blu dipinto di blu”  came to him looking at the blue sea from the balcony of the Cathedral of Trani, a mother church that looks out majestically in its pure white calcareous tuff towards the immense sea of ​​Puglia.
What do you think?


I visited it a few years ago, it was summer and a strong wind was blowing: I was out of breath. It was 46°C/ 115° F but I couldn’t feel it: enchanted. Enchanted by the whole Puglia,  its deep green, crowded squares late at night, sun-burned peasants, chattering neighbors from the balcony of the house, baskets lowered from the floors of buildings with cords, the broom vendor, the eggs vendor, the boiled taralli, the very red tomatoes, the raw artichokes, the Belle of Cerignola, the fried panzerotti and the burrata … this, my dear is Paradise for the mouth.
I go back to my pink: I can feel La Vie en Rose in it. As Audrey Hepburn said in Sabrina “It’s the French way to say: I’m looking at the world with rose-colored glasses, and that’s exactly what I feel now. I’ve learned so many things here, and not just how to do the canard à l “orange or la crème à la Vichy, but a much more important recipe: I learned to live. I learned to be something of this world that surrounds us, without standing there on the sidelines. You can be sure that I will not run away from life any more … and not even from love “. Then, just to quote Sabrina, my pink is life, is love.
Today, I arranged my wardrobe for the new season: I emptied it so much that for next week’s fair some shopping at Zara is needed. I love getting rid of things, clothes, shoes, bags, everything I haven’t used for a while, I throw it out of the window. It is a euphemism: in reality I have prepared selected bags for my friends, I love thinking that things that I no longer use can make other people smile.
And living in a lighter house is a great form of living. If you add the curtains smelling clean and the sheets dried in the wind, this is Paradise again.
Exactly like my Vicenza last night at sunset, seen from the terrace of Monte Berico.

I started running again, after the winter, sciatic nerve and heel inflammation. It is pure happiness.
Yesterday at the curve with the Scalette, the IPod offered Nina Simone and her  Ain’t Got No/I Got Life and the feeling was similar to La Vie en Rose: Nina has nothing but her head, her ears, her brain , eyes, nose, mouth, arms, hands, fingers, breasts, blood, has life, freedom.
Well, today I feel just like them, like Sabrina and Nina and I wish you can feel the same soon.
I send you a kiss, a forehead kiss: forehead kisses are not given to anyone.

Love,
Lara

 

1 commento

  1. Alla tua maniera, con una sensibilità, per niente rara, solo unica, hai dato un assaggio della primavera dipingendola con i colori in acquerello dando un fresco quadro di te. Sei una persona a cui si può insegnare poco o niente e da cui si può apprendere tanto. Starei ore ad ascoltarti. Sei grande. Quasi non sembri una Veneta, hai molta poesia del sud Italia nelle vene. Poco male …non tutti siamo perfetti. A presto cara piccirella………….

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