Dell’estate e delle sue porte, del nonno Piero, di Pier e dell’essere First Lady una tantum

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Sono in ferie.

Stamattina eravamo in tre sul terrazzo a stendere i panni alle sette, ci siamo scrutati, scambiati qualche sguardo del tipo ah in ferie anche tu, anche tu in relax,  anche tu appena svegliato, anche tu in mutande!
Dal terzo al quarto piano, Stefania ed io ci scambiamo battute filosofiche sulla confort zone e ne deduciamo che, ferie dovrebbe significare no lavatrici, no stiro, no spesa, no cucina, no figli. Mi cadono le solite mollette, i soliti calzini ma io ho la vicina di casa con i riflessi più veloci del mondo!
Ho allungato la colazione con cinque diversi siti di news, ti ho mai detto che sono una news addicted? Sono iscritta ad una decina di newsletter quotidiane, inizio a ricevere il Post verso le 18 della sera prima per arrivare allo Skimm delle 12:34 e il Quartz delle 16:47 del giorno dopo. Nel mezzo arrivano gli aggiornamenti di Discover Blog, New York Times…dovrei avere giornate da quarantotto ore.  Comunque sia, stamattina mi sono regalata cinque testate di news cinque ed è stato proprio un bell’inizio!
Esco e noto che il temporale di ieri sera ha giovato a ben poco. I soliti ottomila gradi padani non agevolano il respiro ma mi rendo conto che sono davvero in ferie perché ho dimenticato di indossare l’orologio e sono uscita in Birkenstock, ti rendi conto? Significa che ho dimenticato di mettere le scarpe! Azz, ecco da chi ha preso Matteo che va a scuola senza zaino la mattina! Diversamente, vuoi vedere che dopo i cinquanta si torna ad essere adolescenti? Figata!
Interessante la mia estate 2018, diversa dalle solite, dico interessante perché non ancora definita, un’estate ricca di porte che si chiudono e di porte che si aprono. Farne un bilancio ora sarebbe quanto mai prematuro, aspettatelo più avanti.
Per ora mi godo il silenzio delle strade, il profumo del temporale che sta arrivando, gli arcobaleni dopo la tempesta, le cicale che stordiscono, la frutta dolcissima, i ragazzi che sono fuori più spesso, i colori accesi, le corse che non riesco a fare perché fa caldo e la polvere della casa che ho tutta l’intenzione di lasciare al suo posto. Lo scorso anno con i quaranta gradi di Ferragosto decisi di fare le pulizie di primavera, sì hai letto bene primavera, ci diedi dentro e l’aria densa e il condizionatore mi regalarono una bronco-tracheite che mi portai dietro fino ad Halloween.
Ergo, mai più!

Lo scorso fine settimana ero a Pordenone da mio cugino Pier. Avevamo entrambi bisogno di raccontarci. Era da un po’ che non lo facevamo così, in diretta, tra lacrime e risa!
Pier è un fratello maggiore, quello che da giovane mi portava all’operetta, al cinema, in gita, quello con cui ho speso giornate a fare shopping per la sua entrata in società, condiviso mestizie, profonde, riflessioni sui figli, sul matrimonio e sulla famiglia.
Pier ed io adoravamo il nonno e il nonno adorava noi. Quando era tempo di biciclette o di automobili, il nonno Piero così chiamava il Giro d’Italia e la Formula Uno, ci sedevamo sui braccioli della sua poltrona e, con una buona ed abbondante tazza di caffè d’orzo, commentavamo. Sabato il nonno era chiaramente con noi e questa ne è la prova.

Il nonno Piero ne aveva uno di simile in camera, ci batteva il ferro e il rame per forgiare le cogome e i pozzetti, questo lo fece espressamente a misura per la mia Barbie. E’ la sua eredità fisica, il resto non riesco a raccontartelo tutto ora perché sto piangendo… tagliavo i capelli al nonno e gli facevo la barba ogni domenica: era un capellone, ho i suoi geni io, Pier no e fra poco capirai perché.


Pier fa il Dirigente Scolastico, è un preside! Pier è la scuola, l’istituzione declinata con amore intenso e zelo.
Sabato eravamo a Maniago, suo territorio, ospiti del UCI Paracycling Road World Championships Maniago 2018, evento a cui i suoi studenti hanno contribuito con un volontariato bello e puro.

Quello che ho visto è stato talmente emozionante da rendermi muta: forza, costanza, vita, sì ho assistito alla VITA! Vi erano ruote piccole e grandi ovunque e sfrecciavano ad una tale velocità che alle volte solo il rumore mi faceva accorgere della loro presenza. Non riesco ad aggiungere altro, ti lascio questa foto, l’ho stampata e attaccata alla mia vision board 2018 per ricordarmi che ce la posso fare sempre, sempre e sempre.

Pier per me rappresenta la terra, il mio attaccamento ad essa. Da sempre la gente ci crede compagni per la vita, perché forse ci teniamo per mano mentre camminiamo, parliamo tutto il tempo e in maniera piuttosto concitata, ci rubiamo il cibo dai piatti, ceniamo a lume di candela.
Io comunque sono la cugina di Vicenza con ruolo da First Lady in occasioni come quelle di Maniago.
Siamo stati accolti dalla Protezione Civile, dalla Polizia, dal Tenente Colonnello dell’Esercito, dagli studenti e dai colleghi di Pier, dall’assessore, dal vice sindaco e dal sindaco: ho stretto più mani sabato che in tutto il resto della mia vita.
Andrea Carli, il sindaco, mi ha fatto un regalone che manco a Melania: un giro nella casa comunale, il suo ufficio, una sana chiacchierata e il libro meraviglioso che vedi sopra con la tessera VIP,  VERY INVOLVED PERSON! Ho respirato entusiasmo, orgoglio, fierezza e gioia in Andrea, quei sentimenti spontanei, puliti che vorresti sentire e vedere in tutti coloro che, con una crocetta, decidiamo di mandare a Roma.
Grazie, Andrea! Sei l’esempio di cui parlerò ai miei figli, ai miei nipoti e a tutti i miei studenti che ci sono e che verranno…manco una foto abbiamo fatto per chiacchierare!
A coronamento della giornata, eccoci con Annamaria una collega di Pier, altra istituzione del paese, coinvolta in tutte quelle attività che nutrono la vita locale: donna stupendamente forte, con il sorriso che racconta della sua lotta per le pari opportunità, del suo amore per il teatro.
Devi proprio visitarla Maniago, è ricca di storia e di persone belle, esattamente come piace a me. C’è un museo di arte fabbrile che emoziona e una biblioteca che un tempo ospitava una filanda che meritano una visita e anche qualche ora,  seduto tra quei banchi immerso nella lettura, accompagnato dal rumorio del ruscello che scorre accanto. Mi fermo, non spoilero altro!
Annamaria ha soggiunto subito che si vede che siamo parenti. Abbiamo di fatto la stessa faccia rotonda come quella della nonna Gina e le stesse rughe! Solo la biologia tricologica ci separa, per il resto siamo davvero una famiglia.

Buon venerdì, esco a fare la spesa, domenica ho qui i ragazzi della squadra di basket per il compleanno di Tommy. Ho chiesto a Patrizia di aiutarmi con un menù napoletano spiccio e questa mi ha proposto melanzane fritte in pastella e informate poi come pizzette. Un ricettina giusta giusta per me che, ultimamente, anche una pasta al sugo è divenuto un cruccio.
Ti racconterò, saranno parole per i ragazzi. Sì, perchè, io ho due figli maschi, alle volte tre, quattro o cinque a seconda delle verifiche, delle partite di campionato e del calendario di NBA.
Li amo tutti, a prescindere.

Lara, the First Lady

4 commenti

  1. Meravigliosi questi racconti di vita, scorgo sempre di più quante esperienze culturali ti accompagnano, tutte tenute in mente con vivido sentimento, tanto da accanirmi a leggerti

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