E’ la settimana del BLACK FRIDAY. Impossibile non rendersene conto: non dovresti possedere un indirizzo email, un account alla qualunque cosa, occhi per vedere, orecchie per sentire, nemmeno un telefono dovresti possedere.
Ora, da dove viene tutta questa smania di acquisto scontato?
Lo sai, è una tradizione tipica degli Stati Uniti: alcuni sostengono che l’espressione sia stata coniata a Philadelphia in una giornata di traffico particolarmente congestionato avvenuto proprio quel giorno; altri sostengono, e questa tesi è quella che preferisco, che faccia riferimento alle annotazioni sui libri contabili dei commercianti, dal momento che in questo periodo dell’anno passavano tradizionalmente dal colore rosso, che simboleggia le perdite, al nero che invece indicava i guadagni. E’ l’anticamera del periodo natalizio, quello più fruttuoso per i commercianti.
Il Black Friday segue i giovedì del Ringraziamento e anticipa il Cyber Monday, giornata interamente dedicata agli sconti sui prodotti di elettronica…praticamente 4 giorni di shopping sfrenato: il paradiso!
Comunque,  oggi ti scrivo non tanto per raccontarti come potrebbe essere la mia cabina armadio,  il paradiso, dopo un ricco Black Friday e i giorni a seguire,  quanto più per ottemperare in qualche modo, a mio modo, alla tradizione americana del Thanksgiving.
A cosa, chi e perchè sono grata.
Non farò liste di amici, parenti, figli ecc…quelli più o meno manifestamente li celebro ogni giorno.
Oggi celebro me stessa. Mi ringrazio.
Venerdì scorso un amico mi ha regalato una visita audiometrica dopo avermi dato simpaticamente della sorda e, il medico che mi ha visitata, parlando di questa mia età in cui tutto comincia a perdere tono, mi ha portata a riflettere invece a a quanta meravigliosa dose di tono abbiano i miei cinquant’anni!
E’ il periodo più bello della mia vita!
E’ il periodo della consapevolezza, delle cose che voglio che succedano e delle cose che voglio che mi scivolino di dosso.
E’ il periodo in cui ho esaurito la pazienza per ciò che mi dispiace e o mi ferisce, per il cinismo, le critiche e le bugie, le manipolazioni, la presunzione e l’ipocrisia, l’arroganza, l’ignoranza,  il narcisismo patologico, i pettegolezzi, i conflitti  e i tradimenti.
Voglio invece canalizzare la mia energia in quello che mi rende più felice,  che mi soddisfa e mi fa sorridere e non sono poche. Voglio frequentare persone sorridenti, leali, leggere, semplici. Voglio aiutare e voglio realizzare.
Sono in ritardo? No, la mia vita è adesso e che io ci sia arrivata nel 2018 non cambia, quel che importa davvero è che io ci sia arrivata.
A gennaio mi ero posta tre magnifici obiettivi, ne ho raggiunti ben di più. Non sono piovuti dal cielo, ci ho lavorato sodo, mi hanno fatta faticare, piangere e voglia di mollare. Il cambiamento non è una passeggiata, è una rivoluzione, è tempesta. Da lì sono uscita barcollando ma sono uscita ed è questo il bello. Ho iniziato o a percorrere un nuovo cammino con un primo passo, a testa alta, fiera del mio ritmo e del mio passato, mi sono perdonata e ora guardo solo avanti.
Sai quante volte sono caduta? Almeno un milione. Quante mi sono rialzata? Un milione e una.
E’ lì che ho imparato a volermi bene.

Buoni acquisti e buon Ringraziamento.
Con affetto,

Lara


Ciao, sono tornata!
E’ da un po’ che non mi senti.
Ho avuto un bel daffare in questi ultimi mesi: ho lasciato andare, ho costruito, ho distrutto e ricostruito, ho corso, non ho dormito, ho viaggiato, ho cambiato lavoro e, assieme ad altri papà, ho invitato a Vicenza un preparatore NBA e WNBA ed è di questo è quello di cui ti racconto oggi.
Ricordi che ho i figli che giocano a basket? Ricordi dei loro amici che giocano a basket?  Ricordi che ho un canestro in sala???
Bene, oggi parto da lì e dallo scorso gennaio da quando la squadra non ha più allenatori italiani ma American coaches.
C’è stato Jeff e ora Greg e Mike e Jamal.
Questo tsunami di energie ci ha suggerito di invitare Chris Hyppa a Vicenza. Chris è un preparatore da Tacoma, a sud di Seattle. Viene dallo stato più piovoso degli USA, questa è la sola cosa che sapevo dello stato di Washington, conoscenza acquisita in uno dei miei pilastri di filosofia di vita al pari di Harry ti presento Sally,  Insonnia d’amore in inglese Sleepless in Seattle. E’ uno dei miei filmetti melensi anni novanta con i miei preferiti dell’epoca Meg Ryan e Tom Hanks.
Sam, vedovo, abita col figlioletto a Seattle sul Pacifico dove si è trasferito dopo la morte della moglie; Annie a Baltimora sull’Atlantico. Sono fatti l’uno per l’altra, ma occorre il figlioletto per dare una mano al destino. Così succede alla fine: come Cary Grant e Deborah Kerr in Un amore splendido (1957), Sam e Annie s’incontrano e si riconoscono sulla terrazza dell’Empire State Building a New York. Quando secondo te? Il giorno di San Valentino! Poteva essere diverso ad Hollywood? No.
Ecco, nel film piove sempre, esattamente come qui la scorsa settimana in cui abbiamo rischiato una nuova alluvione…poco male per Chris quindi, ci è abituato!

Coach Greg due mesi fa lancia l’idea e con quattro papà decidiamo di avventurarci. E così ci siamo improvvisati grafici, agenti di viaggio, redattori, foto reporter, giornalisti, ticketone, saldatori, pulitori, addetti al marketing, trasportatori, tecnici della qualunque cosa.
Non è stata un’avventura semplice, direi impegnativina.
Giovedì mattina, dopo la partenza di Chris volevo rassegnare le dimissioni anche da madre, credo che questo ti suggerisca l’energia sconvolgente scatenata dallo tsunami.
Tre sono stati i corsi di alta specializzazione organizzati: per piccolini U14, medi U18 e grandi dai 19 ai 99 anni.
Chris è la passione per il gioco del basket, ha la preziosa missione di ispirare e influenzare la vita dei ragazzi attraverso il gioco. I suoi allenamenti sono unici e coinvolgenti: si aspetta dai suoi giocatori la stessa intensità del messaggio che trasmette, che reagiscano e giochino di istinto. E’ un gioco fisico e mentale imparato dai leggendari coach americani, dall’esperienza decennale di allenatore e giocatore della sua città, scuola e università. Chris ti guida attraverso esercizi e ripetizioni singole; tutti i giocatori sono piccoli pezzi di un grande quadro che è la squadra, afferma convinto. Per questo motivo ritiene importante insegnare a massimizzare il tempo e l’energia, a pianificare gli allenamenti, ottimizzare le competenze di ognuno perché ogni giocatore è un pezzo chiave del grande progetto che porta a divertirsi e vincere in campo…ho fatto copia e incolla da un comunicato che ho scritto per i vari organi stampa per pubblicizzare l’evento. Sono parole mie e sono comunque tutte vere.
Ancora, Chris usa la PNL per motivare i ragazzi: suggerisce vision board, focus sui sogni, programmare il proprio futuro. Dedica dieci minuti di inizio e fine di ciascuna sessione per guardare i giocatori in faccia e far brillare i loro occhi. E’ successo per tutti la settimana scorsa, indipendentemente dall’età e questo mi ha ripagata di ogni fatica.
Questi sono i piccoli, incantati, ammaliati, rapiti. Era un gusto vederli, correvano, sfrecciavano, rincorrevano palle, compagni. Sono andata a visitarli il giorno seguente, all’allenamento, e le risposte sono state: bellissimo, fantastico, meraviglioso, ho male ovunque, sono distrutto ma figo, Lara, strafigo!

Poi sono venuti gli altri turni.
Paola, altra bb mom, ed io abbiamo invitato il coach a casa per pranzo e per i ragazzi, mangiare con colui che allena Nate Robinson e schiacciare nel canestro della sala, è stato come giocare con Kobe contro Le Bron allo Staple Center.

E’ stata un’esperienza incredibile per loro quanto per me.
I ragazzi hanno imparato a palleggiare con le punte delle dita delle mani, palleggiare sotto le gambe, dietro le gambe, in mezzo alle gambe, difendere, attaccare, cadere e rialzarsi, rialzarsi sempre e tanto altro ancora.
Quanto a me ho imparato a lavorare gomito a gomito con una cultura diversa, come ai nostalgici tempi di volontaria di AFS,  ho imparato termini tecnici di cui non so ancora il senso, ho conosciuto papà che mi hanno sostenuta in ogni istante, ho scoperto che la pizza si può mangiare anche in macchina, che il giusto posto per non schiacciare le banane sono le scarpe da palestra, che anche un coach alto 1.90 cm può stare dentro la Clio.
Mi ha supportata la professionalità di Greg,  l’ironia di Gianni, la disponibilità di Francesco, l’abilità di Gigi, la diplomazia di Nicola e ho scoperto che ho buoni compagni di iperattività.
Scoperte nuove, persone nuove, felicità per i ragazzi che ha reso felice me: ecco perchè, a prescindere, ne è valsa la pena!
Buon sabato!

Lara