Ciao!
Ti sono mancata?
Il mio amico del tango direbbe varda… equivalente ad un proprio per niente e invece gli manco, se non altro perché, quando sto bene come in questo periodo, so di farlo felice e questo basta a entrambi.
Comunque, ero in ferie, ferie dal pc, dalla connessione globale, ferie dalla qualunque. Domani torno al lavoro, me le sono proprio godute queste ferie: lentezza, procastinazione, sonno, relax, libri, musica, amici, corsette, passeggiate, fratello, nipotini, cugini, figli di cugini, figli, amici dei figli, sorelle.
Ho perfino ripreso a cucinare, spero che tu ti renda conto dello sforzo titanico a cui mi sono sottoposta! Ho cucinato in agosto più di quanto io abbia fatto da gennaio.
Un tempo, a dire il vero, ero sempre ai fornelli. Ora, solo ora, mi rendo conto di quanto cucinare fosse solo il surrogato della mia felicità. Da qualche anno, dopo qualche radicale cambiamento nella mia vita, cucinare è divenuto un peso, un dovere con la D maiuscola. Diventa una vera e propria agonia quando il maggiore di casa chiede, al risveglio, ogni santissima mattina, puntuale come Equitalia mamma, cosa prepari oggi a pranzo e io, puntuale come Equitalia, replico Tommy, non ne ho idea, non voglio pensarci, se ci penso mi vien la nausea, il frigo è pieno, e se facessi tu qualcosa?
E fu così che ho imparato a fare la spesa veloce, la spesa pratica, la spesa di sopravvivenza, la spesa in cui vale la preziosa arte del sapersi arrangiare. Ho scoperto i sughi pronti, le verdurine congelate, le razioni di ragù preparate, la frutta secca, i noodles, la soba…tre minuti in pentola, aggiungi una verdura e una proteina ed è tutto pronto: 40/30/30 come nella dieta a Zona, roba che se mi sente Alvise…
Mica facile all’inizio. Soffrivo di nutriti sensi di colpa da madre irresponsabile. Poi, vista l’età non più tenera dei pargoli, ho iniziato a fregarmene. Ora, se non ho voglia di cucinare, il mondo di casa si arrangia!
Comunque, nessuno pare denutrito qui, e tutti quelli che entrano, mangiano!
La credenza è ben fornita e assortita: ci sono le Gocciole per Cinni, le noci sgusciate per Riccardo, la cioccolata fondente per Nicola, le caramelle all’anice per l’altro Nicola, le gelatine per Camilla, i gelati per Giulia piccola, i topini di caramello per Giulia grande, le uova per Michele, i wurstel e patate per Alessandro. Tutto rigorosamente personalizzato!
Come ti dicevo la volta scorsa, io ho due figli maschi, alle volte tre, quattro o cinque dipende dalle verifiche, dalle partite di campionato e dal calendario di NBA e io li amo tutti, a prescindere!
Mercoledì ne ho portati quattro al mare. Se avessi avuto un pulmino, la squadra sarebbe stata tutta in trasferta. Nei rettilinei, in Romea, i ragazzi mi hanno insegnato a sgasare, ci ho messo un po’ a capire come far funzionare la cosa. Il fatto che io avvertissi l’apertura del turbo è stata un’illuminante soddisfazione. Ora, te lo confesso, per me il motore è quella cosa al di sotto del cofano, so che esiste e che mi fa andare avanti, non so altro. No no, aspetta, so come riempire il serbatoio del liquido lavavetri che fatalmente è identico a quello del liquido giallo che mi pare serva a raffreddare qualcosa. Sono quella che se sente un rumore nuovo proveniente da davanti, chiamo il mio amico del tango e lui mi dice cosa fare. Va così e va che ho due assicurazioni salvalarapermotoreinpanneepneumaticibucati che mi permettono di non andare in panico in caso succedesse qualcosa.
Al mare, dopo sedici chilometri di passeggiata e chiacchiere e due ore di nuotate in piscina, abbiamo deciso di muoverci. La vita da ombrellone non è la mia, non riesco nemmeno a leggere in spiaggia, è come se dentro di me scattasse la modalità goditi le onde, il vento, la sabbia, corri, cammina, balla perché se stai ferma ti perdi qualcosa, qualcosa di meraviglioso che può succedere anche a Rosolina.
E così è stato: camminata serale per il porto di Chioggia con bodyguards. Non che Chioggia sia pericolosa, sia ben inteso, loro si godevano un mondo a simulare protezione nei miei confronti, è stato proprio un bel momento! Poi, Padova: pollo fritto e altra camminata per la città.

Son poco belli? Stare con loro è come rivivere gli anni da insegnante, imparo sempre un sacco di cose: Play, basket, idoli di NBA, motori, Fort Nite, divise, cibo, mai che si scivoli sul mondo femminile, mai in mia presenza se non altro! Alcune fonti mi confermano sporadiche presenze femminili: Alessandro, la spia che mi ama tanto, mi avvisa sempre con un messaggio a cuoricini che qualcosa sta per accadere e io ci spero, ci spero fortemente!
Non vedo l’ora di vederne qualcuno innamorato, smarmellato come direbbe Chiara. Sarà il momento in cui le docce aumenteranno, i deodoranti si consumeranno, i profumi si seccheranno presto, abbineranno colori, si accorgeranno per tempo di essere usciti in maglia del pigiama e cederanno alle creme, al gel per capelli e limiteranno finalmente tutto ciò che rende il mondo adolescente maschile così poco gradevole all’olfatto.
In una sera, in quattro, riescono a mangiare un chilo di pasta e uno di chili e hanno il coraggio verso la mezzanotte di strafogarsi in biscotti e gelati. E’ chiara invidia la mia, ho il metabolismo di Sid io, loro quello di Beep Beep. Mi piace averli in casa, ascoltarli quando si addentrano in discussioni importanti, spettegolano e mi prendono in giro: passo sempre per la tonta di turno ma io sto bene così.

Per compensare alle dodici ore di mare e macchina con i baskettari,  ho portato Giulia grande e Giulia piccola a Venezia: un intero pomeriggio e sera a negozi, vestiti, caramelle. Un incanto in un incanto. Giulia e Giulia sono due ballerine di danza classica, delicate, profumate, pettinate, vestite di rosa, portamento regale, femmine. Abituata a quanto descritto sopra, per me equivalgono al Paradiso!
Siamo passate da Victoria Secret, alla ricerca di orecchini rossi, ai trucchi, alle gallerie d’arte, al Guggenheim e al Fondaco dei Tedeschi e lì ho avverato un sogno: vedere Venezia dall’alto.
Siamo bellissime, profumavamo anche con i quaranta gradi delle cinque del pomeriggio!

Adoro vedere le città da punti diversi che non sia solo la terra ferma, cambia tutto: luce, rumori, odori. Dall’alto, come anche dall’acqua, trovo che tutto rallenti. Basta un vaporetto o un ascensore e le emozioni cambiano, l’anima è scossa in modo diverso.  Guarda tu stessa/stesso Piazza San Marco la sera, dalla terra e dalla laguna.
Cosa ne pensi? Sono certa che anche la tua anima sia scossa diversamente.

Nel 1995 ho vissuto a Liegi per un anno, facevo l’assistente di lingua italiana. Per tornare a casa prendevo l’ultimo volo Sabena del venerdì sera da Bruxelles. A volte capitava che fossi da sola ad occupare il Fokker 28 così, una sera di giugno, fui invitata dal capitano a sedere il cabina per l’atterraggio: la cartolina è ancora fotografata nella mia mente, un misto tra bellezza e meraviglia, di morbidezza e calore che auguro a tutti. La mia Venezia, al tramonto, da altissimo: da brivido.
Vado a correre ora, ho bisogno di una dose di endorfine. Stamattina guardando il cielo sono stata travolta da un’emozione autunnale, per niente piacevole, che mi sta chiudendo la gola. Non mi piace l’autunno, è decadente e mi riporta a ricordi piuttosto mesti.
Buona serata e buon rientro al lavoro o buon riposo se invece il riposo lo inizi ora.
Lara

Sono in ferie.

Stamattina eravamo in tre sul terrazzo a stendere i panni alle sette, ci siamo scrutati, scambiati qualche sguardo del tipo ah in ferie anche tu, anche tu in relax,  anche tu appena svegliato, anche tu in mutande!
Dal terzo al quarto piano, Stefania ed io ci scambiamo battute filosofiche sulla confort zone e ne deduciamo che, ferie dovrebbe significare no lavatrici, no stiro, no spesa, no cucina, no figli. Mi cadono le solite mollette, i soliti calzini ma io ho la vicina di casa con i riflessi più veloci del mondo!
Ho allungato la colazione con cinque diversi siti di news, ti ho mai detto che sono una news addicted? Sono iscritta ad una decina di newsletter quotidiane, inizio a ricevere il Post verso le 18 della sera prima per arrivare allo Skimm delle 12:34 e il Quartz delle 16:47 del giorno dopo. Nel mezzo arrivano gli aggiornamenti di Discover Blog, New York Times…dovrei avere giornate da quarantotto ore.  Comunque sia, stamattina mi sono regalata cinque testate di news cinque ed è stato proprio un bell’inizio!
Esco e noto che il temporale di ieri sera ha giovato a ben poco. I soliti ottomila gradi padani non agevolano il respiro ma mi rendo conto che sono davvero in ferie perché ho dimenticato di indossare l’orologio e sono uscita in Birkenstock, ti rendi conto? Significa che ho dimenticato di mettere le scarpe! Azz, ecco da chi ha preso Matteo che va a scuola senza zaino la mattina! Diversamente, vuoi vedere che dopo i cinquanta si torna ad essere adolescenti? Figata!
Interessante la mia estate 2018, diversa dalle solite, dico interessante perché non ancora definita, un’estate ricca di porte che si chiudono e di porte che si aprono. Farne un bilancio ora sarebbe quanto mai prematuro, aspettatelo più avanti.
Per ora mi godo il silenzio delle strade, il profumo del temporale che sta arrivando, gli arcobaleni dopo la tempesta, le cicale che stordiscono, la frutta dolcissima, i ragazzi che sono fuori più spesso, i colori accesi, le corse che non riesco a fare perché fa caldo e la polvere della casa che ho tutta l’intenzione di lasciare al suo posto. Lo scorso anno con i quaranta gradi di Ferragosto decisi di fare le pulizie di primavera, sì hai letto bene primavera, ci diedi dentro e l’aria densa e il condizionatore mi regalarono una bronco-tracheite che mi portai dietro fino ad Halloween.
Ergo, mai più!

Lo scorso fine settimana ero a Pordenone da mio cugino Pier. Avevamo entrambi bisogno di raccontarci. Era da un po’ che non lo facevamo così, in diretta, tra lacrime e risa!
Pier è un fratello maggiore, quello che da giovane mi portava all’operetta, al cinema, in gita, quello con cui ho speso giornate a fare shopping per la sua entrata in società, condiviso mestizie, profonde, riflessioni sui figli, sul matrimonio e sulla famiglia.
Pier ed io adoravamo il nonno e il nonno adorava noi. Quando era tempo di biciclette o di automobili, il nonno Piero così chiamava il Giro d’Italia e la Formula Uno, ci sedevamo sui braccioli della sua poltrona e, con una buona ed abbondante tazza di caffè d’orzo, commentavamo. Sabato il nonno era chiaramente con noi e questa ne è la prova.

Il nonno Piero ne aveva uno di simile in camera, ci batteva il ferro e il rame per forgiare le cogome e i pozzetti, questo lo fece espressamente a misura per la mia Barbie. E’ la sua eredità fisica, il resto non riesco a raccontartelo tutto ora perché sto piangendo… tagliavo i capelli al nonno e gli facevo la barba ogni domenica: era un capellone, ho i suoi geni io, Pier no e fra poco capirai perché.


Pier fa il Dirigente Scolastico, è un preside! Pier è la scuola, l’istituzione declinata con amore intenso e zelo.
Sabato eravamo a Maniago, suo territorio, ospiti del UCI Paracycling Road World Championships Maniago 2018, evento a cui i suoi studenti hanno contribuito con un volontariato bello e puro.

Quello che ho visto è stato talmente emozionante da rendermi muta: forza, costanza, vita, sì ho assistito alla VITA! Vi erano ruote piccole e grandi ovunque e sfrecciavano ad una tale velocità che alle volte solo il rumore mi faceva accorgere della loro presenza. Non riesco ad aggiungere altro, ti lascio questa foto, l’ho stampata e attaccata alla mia vision board 2018 per ricordarmi che ce la posso fare sempre, sempre e sempre.

Pier per me rappresenta la terra, il mio attaccamento ad essa. Da sempre la gente ci crede compagni per la vita, perché forse ci teniamo per mano mentre camminiamo, parliamo tutto il tempo e in maniera piuttosto concitata, ci rubiamo il cibo dai piatti, ceniamo a lume di candela.
Io comunque sono la cugina di Vicenza con ruolo da First Lady in occasioni come quelle di Maniago.
Siamo stati accolti dalla Protezione Civile, dalla Polizia, dal Tenente Colonnello dell’Esercito, dagli studenti e dai colleghi di Pier, dall’assessore, dal vice sindaco e dal sindaco: ho stretto più mani sabato che in tutto il resto della mia vita.
Andrea Carli, il sindaco, mi ha fatto un regalone che manco a Melania: un giro nella casa comunale, il suo ufficio, una sana chiacchierata e il libro meraviglioso che vedi sopra con la tessera VIP,  VERY INVOLVED PERSON! Ho respirato entusiasmo, orgoglio, fierezza e gioia in Andrea, quei sentimenti spontanei, puliti che vorresti sentire e vedere in tutti coloro che, con una crocetta, decidiamo di mandare a Roma.
Grazie, Andrea! Sei l’esempio di cui parlerò ai miei figli, ai miei nipoti e a tutti i miei studenti che ci sono e che verranno…manco una foto abbiamo fatto per chiacchierare!
A coronamento della giornata, eccoci con Annamaria una collega di Pier, altra istituzione del paese, coinvolta in tutte quelle attività che nutrono la vita locale: donna stupendamente forte, con il sorriso che racconta della sua lotta per le pari opportunità, del suo amore per il teatro.
Devi proprio visitarla Maniago, è ricca di storia e di persone belle, esattamente come piace a me. C’è un museo di arte fabbrile che emoziona e una biblioteca che un tempo ospitava una filanda che meritano una visita e anche qualche ora,  seduto tra quei banchi immerso nella lettura, accompagnato dal rumorio del ruscello che scorre accanto. Mi fermo, non spoilero altro!
Annamaria ha soggiunto subito che si vede che siamo parenti. Abbiamo di fatto la stessa faccia rotonda come quella della nonna Gina e le stesse rughe! Solo la biologia tricologica ci separa, per il resto siamo davvero una famiglia.

Buon venerdì, esco a fare la spesa, domenica ho qui i ragazzi della squadra di basket per il compleanno di Tommy. Ho chiesto a Patrizia di aiutarmi con un menù napoletano spiccio e questa mi ha proposto melanzane fritte in pastella e informate poi come pizzette. Un ricettina giusta giusta per me che, ultimamente, anche una pasta al sugo è divenuto un cruccio.
Ti racconterò, saranno parole per i ragazzi. Sì, perchè, io ho due figli maschi, alle volte tre, quattro o cinque a seconda delle verifiche, delle partite di campionato e del calendario di NBA.
Li amo tutti, a prescindere.

Lara, the First Lady